Partendo da un episodio molto recente, in questo articolo vorrei elencare alcuni elementi che mostrano come in Turchia, da ormai molti anni, sia in atto un’opera volontaria e pianificata, atta a tentare di cancellare la memoria di Kemal Ataturk, il fondatore della moderna Turchia.
Al fine di imporre il cambiamento radicale dello Stato voluto dal Reis – come ama farsi chiamare dai suoi – il regime deve eliminare la memoria storica di Kemal, e spazzare via i kemalisti. Quelli in vita vengono zittiti con la forza, le minacce, la violenza. Quando questo non basta, vengono messi in galera, utilizzando la magistratura, nelle mani del regime.
I pilastri fondamentali da distruggere sono la laicità dello Stato e l’identità repubblicana di una Turchia nata, con le parole di Kemal, per guardare al mondo occidentale.
A titolo di esempio, il 29 ottobre 1923, in occasione della proclamazione della Repubblica Turca pronunciò frasi come:
“Medeniyete girmek arzu edip de, Batı’ya yönelmemiş millet hangisidir?” (“Quale nazione, desiderando entrare nella civiltà, non si è rivolta verso l’Occidente?”)
“Memleketimizi çağdaşlaştırmak istiyoruz. Bütün mesaimiz Türkiye’de çağdaş, dolayısıyla Batılı bir hükümet vücuda getirmektir.” (“Vogliamo modernizzare il nostro Paese. Tutti i nostri sforzi mirano a creare in Turchia un governo moderno e, di conseguenza, occidentale.”)
Di seguito, una cronologia dei principali episodi documentati.
2012. La riforma scolastica in senso religioso
Una delle basi della Repubblica era l’indipendenza della scuola dall’autorità religiosa. Nel marzo 2012, il governo dell’AKP approvò una riforma del sistema educativo che riorganizzò i cicli scolastici e favorì l’espansione delle scuole pubbliche di tipo religioso, chiamate İmam Hatip. La riforma suscitò proteste da parte di insegnanti e oppositori laici. Il Reis aveva dichiarato di voler formare una “generazione religiosa”. Negli anni successivi, il numero delle scuole İmam Hatip è aumentato sensibilmente. Nel 2014 il Reis indicò quasi un milione di studenti iscritti a queste scuole, rispetto ai circa 65.000 del 2002.
2017. Meno spazio agli ideali laici di Atatürk nei programmi scolastici
Come già discusso in passato in questo blog, nel 2017 il governo introdusse un nuovo programma scolastico che escluse la teoria dell’evoluzione dai programmi di biologia delle scuole superiori. Nei programmi delle scuole İmam Hatip venne inoltre introdotto l’insegnamento del concetto di jihad nell’ambito dell’educazione religiosa. Avete capito bene, parliamo di insegnamento della jihad, negli anni in cui in Europa si lodava il Reis come grande capo dell’Islam moderato. Il nuovo curriculum ridusse anche il tempo dedicato agli ideali laici di Atatürk. Le modifiche provocarono proteste da parte di insegnanti, sindacati e oppositori politici. Proteste puntualmente ignorate, o, peggio, in alcuni casi represse.
2018-2019. Il nuovo aeroporto di Istanbul non porta il nome di Atatürk
Il 29 ottobre 2018, centenario della fine della Prima guerra mondiale e anniversario della fondazione della Repubblica, il Reis inaugurò il nuovo aeroporto internazionale di Istanbul, chiamato semplicemente Istanbul Airport. Il nuovo scalo sostituì progressivamente il precedente aeroporto Atatürk, il cui traffico commerciale cessò nell’aprile 2019.
2020. Santa Sofia torna a essere una moschea
Nel luglio 2020, il Reis trasformò nuovamente Santa Sofia, a Istanbul, in una moschea, ponendo fine al suo status di museo. La decisione rovesciò una scelta simbolica compiuta nel 1934, quando il governo di Atatürk aveva trasformato l’edificio in museo, presentandolo come patrimonio storico e culturale accessibile a persone di tradizioni religiose differenti.
2024. Un nuovo curriculum scolastico che privilegia i valori religiosi e nazionali
Nel maggio 2024 il governo approvò il Turkey Century Education Model, un nuovo modello educativo destinato a essere introdotto progressivamente nelle scuole. Il programma attribuisce maggiore centralità ai valori nazionali, alla spiritualità e all’educazione morale. L’opposizione, i sindacati degli insegnanti e diverse organizzazioni civiche – avete indovinato! – criticarono il progetto, sostenendo che avrebbe ridotto lo spazio dedicato alla scienza, alla laicità e ai principi democratici. Il Reis respinse le accuse, difendendo la necessità di formare giovani radicati nei valori nazionali.
2024-2025. Le sanzioni contro i cadetti che hanno proclamato la loro fedeltà ad Atatürk
Il 30 agosto 2024, durante la cerimonia di diploma dell’Accademia militare turca, alcuni giovani ufficiali sfoderarono le spade e pronunciarono il motto “Siamo i soldati di Mustafa Kemal“, seguito da un giuramento a difesa di una Turchia laica e democratica. Questo giuramento, tradizionale, era stato eliminato nel 2022. L’episodio provocò una controversia politica e il Reis dichiarò che sarebbero stati adottati provvedimenti disciplinari. Il 31 gennaio 2025, cinque giovani ufficiali e tre superiori furono espulsi dalle forze armate al termine di un’indagine disciplinare. Il Ministero della Difesa motivò le espulsioni con la violazione della disciplina militare.
Ottobre 2026. La presa di İzmir e lo sfregio ad Atatürk
Il sindaco di Izmir (Smirne), Cemil Tugay, ha deciso di passare all’AKP. Per la prima volta nella storia della Turchia moderna la città più europea, laica e liberale passa in mano al regime. Le malelingue parlano di corruzione e minacce che abbiano convinto Cemil a cambiare casacca. Certamente, dico io – che a dicembre devo tornarci, in Turchia – Cemil ha capito quanto capace fosse il partito di governo. Sono sicuro che sia tutto basato su un puro ragionamento per il bene della città di Izmir. Si è semplicemente accorto di quanto fantastico sia il Reis, che puntualmente si è prodigato per complimentarsi con Cemil. Meglio tardi che mai, avrà pensato. Il 7 ottobre 2026 Cemil ha pure vinto un bellissimo badge d’onore, con il logo del partito AKP, consegnato a Ankara dal Reis in persona! Video qui sotto.
https://www.youtube.com/shorts/wY8vJWTDYfI
Sempre il 7 ottobre 2026, il deputato dell’AKP Yücel Arzen Hacıoğulları ha intonato in Parlamento la melodia dell’İzmir Marşı, la marcia patriottica associata alla liberazione di Izmir e a Mustafa Kemal Atatürk, senza cantarne il testo. Prima di intonarla, ha dichiarato che avrebbe tenuto le parole dentro di sé, invitando i presenti a fare altrettanto. Ha utilizzato un paragone con alcuni richiami legati alla preghiera islamica. Il passaggio prescelto avrebbe dovuto contenere le parole “Yaşa Mustafa Kemal Paşa! Yaşa!” (“Viva Mustafa Kemal Pascià! Viva!”), diventate un bel “Mmmm mmmm mmmm mmmm”. Che simpatico signore.
https://www.youtube.com/shorts/rmdAHiAcj_I
Che diavolo è l’İzmir Marşı, direte voi. Cerco di trasferirvi in poche parole l’importanza di questa canzone per i turchi. Senza raccontare l’intera storia della Guerra di Indipendenza (chiamata Guerra di Sopravvivenza in turco), basti dire che la guerra che scacciò le potenze occidentali dalla Turchia fu vinta a İzmir. I soldati, guidati da Mustafa Kemal, cantavano l’İzmir Marşı mentre conquistavano l’indipendenza di una nazione che noi occidentali avevamo deciso non dovesse mai più esistere sulla faccia della Terra. Per l’ultima volta nella sua lunga carriera militare, Kemal fu presente sul campo di battaglia, fianco a fianco con i suoi soldati. Nella Guerra di Indipendenza oltre 40 mila soldati turchi morirono nel campo di battaglia, senza contare le tantissime vittime civili.
Il testo fa (le strofe si ripetono più volte):
İzmir’in dağlarında çiçekler açar. Altın güneş orda sırmalar saçar. Bozulmuş düşmanlar yel gibi kaçar. Yaşa Mustafa Kemal Paşa! Yaşa! Adın yazılacak mücevher taşa. İzmir’in dağlarında oturdum kaldım. Şehit olanları deftere yazdım. Öksüz yavruları bağrıma bastım. Kader böyle imiş ey garip ana! Kanım feda olsun canım vatana. Kader böyle imiş ey garip ana! Canım feda olsun güzel vatana. Yaşa Mustafa Kemal Paşa! Yaşa!
Sui monti di Smirne sbocciano i fiori. Il sole dorato sparge riflessi d’oro. I nemici sconfitti fuggono come il vento. Viva Mustafa Kemal Pascià! Viva! Il tuo nome sarà inciso su una pietra preziosa. Sui monti di Smirne mi sedetti e rimasi, scrissi sul registro i nomi dei caduti, strinsi al mio petto i bambini rimasti orfani. Il destino ha voluto così, o povera madre! Il mio sangue sia sacrificato per la patria. Il destino ha voluto così, o povera madre! La mia vita sia sacrificata per la bella patria. Viva Mustafa Kemal Pascià! Viva!
Chiudo questo articoletto con una poesia del 1994 di Mutlu Çelik (il poeta, non il giocatore di calcio che ora milita alla Juventus, che nel 1994 non era neppure nato). Il ponte di cui si parla è quello che, nella tradizione islamica, nel giorno del giudizio si erge sopra l’inferno e porta in paradiso.
Be Hey Dürzü (Cevaben)
Ne ararsın Allah ile aramda!
Sen kimsin ki orucumu sorarsın
Hakikaten gözün yoksa haramda
Başı açığa niye türban sorarsın?
Rakı, şarap içiyorsam sana ne.
Yoksa sana bir zararım, içerim.
İkimiz de gelsek kıldan köprüye,
Ben dürüstsem sarhoşken de geçerim.
Esir iken mümkün müdür ibadet?
Yatıp kalkıp Atatürk´e dua et.
Senin gibi dürzülerin yüzünden,
Dininden de soğuyacak bu millet.
İşgaldeki hali sakin unutma.
Atatürk´e dil uzatma sebepsiz.
Sen anandan yine çıkardın amma
Baban kimdi bilemezdin şerefsiz.
Ehi, canaglia! (In risposta)
Che cosa cerchi tra Allah e me?
Chi sei tu per chiedermi se digiuno?
Se davvero non hai gli occhi rivolti verso ciò che è illecito,
perché chiedi del velo a chi tiene il capo scoperto?
Se bevo rakı o vino, che te ne importa?
Se li bevo, non faccio certo del male a te.
Se arrivassimo entrambi al ponte sottile come un capello,
se sono onesto, lo attraverserò anche da ubriaco.
È possibile pregare quando si è schiavi?
Prega Atatürk, giorno e notte, senza sosta.
A causa di canaglie come te,
questo popolo finirà per allontanarsi persino dalla propria religione.
Non dimenticare mai la situazione durante l’occupazione.
Non parlare male di Atatürk senza motivo.
Tu saresti comunque nato da tua madre,
ma non avresti saputo chi fosse tuo padre, miserabile!