Lo sfogo di oggi rischia di essere confuso, perchè nasce da un impellente bisogno. Cercherò di dare comunque un filo logico ai temi che voglio trattare e agli argomenti che intendo portare. Alcuni recenti avvenimenti, e ancora di più la scomposta interpretazione degli stessi da parte dei media, mi hanno allibito.
I concetti che cercherò di rappresentare di seguito ruotano attorno a 3 pilastri fondamentali, che a mio avviso sono alla base della convivenza civile.
1-La Libertà. In particolare, la libertà di parola.
2-L’Onestà intellettuale. I fatti esistono, e vanno riconosciuti in quanto tali. Solo dopo averli riconosciuti per quello che sono, possono essere interpretati. (Questo principio dovrebbe legarsi anche ad una visione scientifica del mondo, per cui si dovrebbe ragionare in maniera probabilistica e non deterministica. Ma anche la scienza riconosce dei fatti, pur mantenendo aperta la possibilità di negarli nel caso in cui ci siano evidenze scientifiche in direzione contraria. Evito di dilungarmi sul punto, che è più tecnico che sostanziale nel contesto di questo articolo)
3-Il rifiuto della violenza ed il principio di non aggressione. Vale sempre e comunque, non solo quando ci fa comodo.
Ovunque io mi giri, nascono contrasti sempre più forti. E tristemente, con pochissime eccezioni, quasi tutti vanno verso una direzione populista e ideologica. Politici di tutte le nazioni e di tutti i colori promettono, come diceva Gaber nel finale di Com’è Bella la Città: “Sempre di più, sempre di più, sempre di piùùùùùù“.
E’ il motivo per cui, fin da prima che vincesse le elezioni, ho un debole per le politiche economiche di Javier Milei. Il suo “No hay plata” è il manifesto più genuino e onesto che si possa sentire da un politico. Sogno una polica economica che promette meno. Meno leggi, meno interventi. Applichiamo all’economia il tipo di leadership che il più vincente allenatore di calcio di tutti i tempi, Carlo Ancelotti, descrive così: “Ci sono due tipi di allenatori, quelli che distruggono le squadre, e quelli che non incidono”.
Fino a qui, nulla di nuovo, direte voi.
La catastrofe che intravedo, in maniera sempre più chiara ed evidente, è dovuta alla direzione della società, che non soltanto corre verso la restrizione della libertà, ma che lo sta facendo negando l’evidenza dei fatti. E questa seconda cosa è quella che mi spaventa di più.
Credi che sia giusto limitare la libertà di parola? Pensi che Dio abbia dettato che le donne siano inferiori agli uomini? Sei convinto che qualsiasi forma di sessualità non volta alla procrezione sia un peccato mortale? Ritieni che gli omosessuali siano da torturare o uccidere? Se sei un talebano, ti parrà tutto molto ovvio e scontato. Sarà ovvio e scontato anche per gli altri, però. In questo senso, un talebano è meno pericoloso. Perchè almeno è intellettualmente onesto: sa cosa vuole ottenere, e lo dichiara.
L’enorme pericolo sta invece in quello che io chiamo il fascismo ingenuo. Si tratta di una tendenza involontaria, inconsapevole.
E qui farò alcune provocazioni, basate su un concetto fondamentale, che mi pare non sia compreso dalla società occidentale moderna (figuriamoci dalle società non occidentali!). Non è tanto la propria libertà che va difesa. Non è nemmeno la libertà degli altri che hanno idee simili alle nostre. E’ la libertà di chi vede le cose al contrario di come le vedo io, che va difesa! In un mondo in cui il diritto di critica sta morendo, si crede che chi non è d’accordo con noi sia automaticamente fascista (o altro, in base alle proprie credenze politiche), ed in quanto tale, che non abbia libertà di esprimersi. Questo è un enorme errore. Ho appena letto un libro molto interessante: “Istruzioni per diventare fascisti”, di Michela Murgia. Il libro fa riflettere e ha tanti meriti, ma non concordo su un punto cardinale. In pratica, l’autore considera fascista chiunque non concordi con lei. E’ un esempio di fascismo ingenuo.
Amare la libertà significa invece permettere agli altri di dire e fare cose che noi odiamo vedere fare e sentire. Non solo: significa lottare per difendere la libertà degli altri di dire e fare, nei termini di legge, cose che noi non condividiamo.
Detto così, magari non si capisce cosa io intenda, perciò farò degli esempi. Personalmente, io apprezzo molto la scelta vegana. Avendo studiato il tema, anche per via di un’attività di impresa che ho portato avanti per sei anni, ho avuto modo di riconoscere i grandi meriti del veganesimo in ambiti quali la sostenibilità ambientale, la salute delle persone, il rispetto degli animali. Ma ciò non significa che io voglia imporre la scelta vegana agli altri. Attenzione alla parola magica, scelta, che è parola di libertà. Lo stesso vale per la caccia. Non mi piace la caccia. Ho conosciuti alcuni cacciatori che considero delle brutte persone. Altri, che rispettano la natura e gli animali. Ma che c’entra quello che penso io? Nei termini di legge, le persone devono essere libere di mangiare gli animali e di cacciare. In altre parole: io apprezzo i vegani, ma non sopporto i nazi vegani. Purtroppo la libertà è un’idea invisa a certe visioni politiche, come si evince dal video che posto qui sotto. Come ho scritto in un articolo precedente, purtroppo spesso mi trovo a dover essere d’accordo con quel giullare di Cruciani:
A me convince molto di più l’etica libertaria. Per me non si tratta di un comandamento assoluto, sia chiaro, ma solo di una linea di guida etica. In questo senso, consiglio un libro scanzonato, ma originale e stimolante: “Guida galattica per libertari”, di Aurelio Mustaccioli. Tornando alla visione del mondo di Murgia, che rispetto, faccio un altro esempio. Tu non puoi darmi del fascista se io mi rifiuto di dire che “La Costituzione italiana è la migliore del mondo”. Ma che frase è? Ho forse io letto tutte le costituzioni del mondo? Ma poi, l’idea stessa di superiorità italiana, a prescindere, non l’accetto nemmeno in cucina, figuriamoci se l’appoggio rispetto al nostro assetto istituzionale.
Provoco ancora di più: io ritengo le tasse un male, per quanto necessario. Servono alla società, ma sono una violenza che lo Stato impone verso i cittadini. Ho studiato economia, ho le basi culturali per capire quello di cui sto parlando. Conosco il tema dei fallimenti del mercato (per altro, negati dai libertari più estremi, come Milei…ma non da me). Riconosco l’utilità dello Stato, ma ne rilevo anche i pericoli. Sopratutto, da un punto di vista etico ritengo valido il principio libertario di non aggressione. E cosa sono le tasse, se non un’aggressione dello Stato verso il cittadino? Vedere il video qui sotto per capire quello di cui sto parlando.
Per cui, nella mia visione politica le tasse vanno minimizzate. Vanno pagate, certo. Volere uno Stato snello, non fa di me un fascista. Al contrario, il fascista vuole uno Stato forte, con tante risorse, che permettano il controllo dell’economia e dei cittadini. E’ uno dei tanti motivi per cui per me, nei fatti, i politici sono quasi tutti socialisti. Con la differenza che i fascisti dichiarati, quelli di destra, in genere hanno l’aggravante di essere razzisti. I politici, di destra e di sinistra, vedono l’economia allo stesso modo: un cittadino da trattare come un bancomat fiscale e uno Stato da usare per mantenere i propri privilegi e agevolare la propria clientela, al fine di conservare il potere.
Un altro esempio, su chi per me è fascista ingenuo. Per altro, è un esempio molto rilevante, in quanto sono straconvinto che siano proprio queste posizioni folli ad aver portato quel criminale di Trump alla Casa Bianca una seconda volta. Infatti, la posizione che sto per descrivere, che reputo fascistoide, è tipica del Wokism americano. Sono molto convinto che tanti cittadini USA abbiano votato contro queste idee del cavolo, più che a favore di Trump. Ad ogni modo, la posizione in questione è quella che non solo vorrebbe imporre limiti alla libertà di parola (e già qui, ce ne sarebbe da discutere) ma addirittura imporre cosa pensare, cosa dire e cosa fare nei confronti di persone LGBTQ (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender and Queer/Questioning). Lo so per esperienza diretta. Per 3 anni non potevo lavorare con aziende italiane, per un patto di non concorrenza che avevo firmato. Ho lavorato a lungo con realtà americane. Nello specifico, ho seguito diversi progetti per Community Colleges negli USA. La prima domanda che facevano era “What’s your pronoun?”. Si era diffusa la convinzione che non chiedere il pronome alle persone fosse un gesto di maleducazione e che fosse obbligatorio utilizzare il pronome personale che l’altra persona comandava. Si arrabbiavano quando rispondevo “Whatever you feel like using”. Era il mio modo di uscire da questa logica violenta. Anche qui, per chiarire, faccio un esempio. Se tu mi dici di essere una donna, e di rivolgerti a te con il “she”, io per rispetto lo faccio. Non mi interessa se da un punto biologico hai tratti manifestamente maschili. E si, se te lo stai chiedendo: mi è successo. Ma è una mia scelta, per rispetto della sensibilità degli altri. Sono a favore di tutti i diritti possibili e immaginabili per tutti (matrimonio, adozioni, eccetera). Non sento nemmeno il bisogno di tutte queste etichette, che dividono le persone e basta dal mio punto di vista. Rispetto chi le vuole usare, ovviamente. Ma se tu mi imponi cosa pensare e dire, non sei diverso da quello che ho visto in Turchia nei confronti delle regole su come rivolgersi al loro democraticissimo leader.
Un ulteriore esempio, che riguarda sia la libertà che l’assenza di onestà intellettuale, che denuncia la mancanza di un approccio scientifico. Murgia, ma in generale il mondo Woke, parla spesso di razze. Per fortuna, scientificamente le razze umane non esistono. Non mi dilungo, perchè ne ho già parlato in questo blog. Siamo tutti uguali. O meglio, siamo tutti individualmente diversi, e appartenenti a una unica razza: l’essere umano. Esistono differenze nel colore della pelle, con varie gradazioni, per altro non categorizzabili in maniera netta. Qualcuno sente il bisogno di dividere le persone per appartenenza culturale (cosa peraltro molto diversa, che non ha nulla a che fare con il colore della pelle)? Per me è libero di farlo. Ma chiedere nelle job application o university application qual è la tua razza, per poi penalizzare qualcuno o favorire qualcun altro, è una vergogna. E anche questo l’ho visto in prima persona con i Community College. Ho già raccontato di un episodio dove, come mia grande gioia, fui accettato da un cliente come interlocutore valido perchè, essendo italiano, non ero da loro considerato bianco. Chiarisco: io stesso non mi identifico come bianco, dato che non capisco nemmeno cosa vorrebbe significare questa espressione. E per chi ritiene tutto questo innocuo, lo ripeto: sono queste cazzate ideologiche e antiscientifiche ad aver fatto vincere quell’idiota che ora guida la nazione più potente del mondo!
A proposito di fascisti ingenui, andiamo ora all’ultimo tema di cui volevo parlare, e che mi ha francamente scioccato.
Vorrei parlare anche dell’attacco illegale degli USA al Venezuela (altro fatto, per chi conosce il diritto internazionale e ha un minimo di onestà intellettuale). Vorrei parlare anche delle minacce dirette di un attacco militare, ribadite più volte da Donaldo, a un paese alleato, la Danimarca. Ma parlo invece di un episodio che, secondo me, è ancora più esemplificativo.
Un agente ICE ha ucciso a sangue freddo, senza alcuna giustificazione, una donna, sparandole tre colpi di pistola in faccia.
Potrebbe essere considerato un episodio di cronaca, ma non mi interessa in quanto avvenimento singolo. Mi interessa dal momento che espone palesemente il pericolo che i cittadini americani, e di riflesso tutti i cittadini del mondo occidentale, hanno di fronte ora.
Vi è un lampante tentativo, da parte di un wannabe autocrate, di accentrare il potere nelle proprie mani scavalcando lo stato di diritto, tramite l’utilizzo criminale delle istituzioni, del proprio network di “Clientes” e di una parte dell’informazione.
Aggiungo anche che nel 2012-13 ho visto questa stessa dinamica avvenire in Turchia. In quel caso, una democrazia debole ha visto la sua fine ed è iniziata una dittatura islamista. Sono convinto che gli USA siano più forti di Trump e dei suoi minions MAGA, e si libereranno di questo pericoloso movimento tramite proteste non violente e, soprattutto, la presenza di solide istituzioni.
Basti vedere il livello di libertà di stampa, di critica e di espressione che c’è negli USA, che è molto maggiore che da noi in Italia.
Ad ogni modo, relativamente al delitto di Minneaopolis stiamo osservando come l’amministrazione americana, Fox News e il resto della cricca stiano cercando di distorcere le evidenze, che sono inconfutabili. Sono disponibili numerosi audio e video, dimostrati essere originali e non AI-generated.
La cosa che spaventa è vedere la reazione del mondo MAGA nei commenti, scritti sotto al video che condivido (si può accedere al contenuto in Youtube dal link qui sotto). Con una visione puramente idealogica si giustifica tutto, indipendentemente dai fatti, anzi negandoli apertamente. Il mio commento è solo uno:
“The party told you to reject the evidence of your eyes and ears. It was their final, most essential command.” George Orwell