Quando un pagliaccio è la voce più sensata

Dal periodo del Covid in poi ho spesso la sensazione, guardandomi attorno, di essere circondato da decerebrati. La totale assenza di logica con la quale l’emergenza pandemica fu affrontata dal mondo occidentale – per essere onesti, non solo nel nostro Paese – mi fece perdere molta fiducia verso il futuro.

A seguito del Covid stiamo assistendo a un’escalation militare che ci porta pericolosamente sempre più vicini alla terza guerra mondiale.

Qualche settimana fa Mario Draghi, uno dei pochissimi leader europei che rispetto, ha tenuto un interessante discorso presso il Meeting di Rimini. Qui trovate l’intera registrazione di quello che ha detto, e la sua risposta ad alcune domande al termine dell’intervento:

Come spesso accade quando Draghi parla, le reazioni non sono mancate. Molti si sono spellati le mani, elogiando la grandezza del discorso. Per una volta, seppur considerando Draghi un enorme economista e una figura di grande influenza positiva per tutto l’Occidente, non riesco a condividere l’entusiasmo.

In sostanza, Draghi ha sottolineato come gli eventi degli ultimi anni abbiano fatto emergere in maniera netta come l’Europa sia totalmente marginale nel quadro politico globale. Secondo Draghi, schiacciata tra USA e Cina, l’Europa senza un cambiamento strutturale è destinata a sparire. Ha poi sottolineato la necessità per i giovani di intervenire attivamente in politica per poter dare speranza a un futuro europeo che faccia dell’Europa una realtà politica e non solamente un grande mercato da sfruttare da parte delle potenze imperialistiche globali.

Draghi racconta di come lui stesso fosse scettico all’inizio del progetto europeo. Minuto 42 del video precedente: ricorda la sua tesi di laurea, “che sosteneva come la moneta unica fosse una gran sciocchezza”. Definisce il suo un “europeismo pragmatico”, che non è partito da alcuna “visione europea”.

Draghi è stato certamente uno dei leader più influenti nel disegnare l’attuale scenario europeo. E se questa Europa dichiaratamente non funziona ed è destinata a morte certa, salvo interventi profondi e strutturali, probabilmente un minimo di autocritica da parte di Draghi avrei voluto sentirla.

Ora, la soluzione che propone è a dir poco fumosa. Concordo totalmente con Draghi sulla necessità di creare un vero mercato unico, togliendo le barriere tra gli stati europei. Concordo ovviamente sulla necessità del 28° regime societario, per rendere più concorrenziale l’Europa nella creazione di nuove startup (con grande vantaggio per gli stati più inefficienti come l’Italia) . Giustissimo il tema sul mercato finanziario europeo e la necessità di aumentare la scala degli investimenti, che inevitabilmente passa per investimenti che coinvolgono l’intero mercato europeo e non solo i mercati nazionali. Concordo sulla necessità di un’Europa maggiormente unita politicamente, per poter avere un peso globale e non soccombere alla forza di Cina e USA. Ma Draghi nulla dice sul “come” raggiungere tutto questo.

Mi piace, come spesso accade, il punto di vista di Mario Seminerio: https://phastidio.net/2025/08/23/draghi-e-il-cupio-eurodissolvi/

Seminerio colpisce nel segno: “Finché esisteranno stati nazionali, questo programma resterà un libro dei sogni.

Sono giunto alla conclusione che non sia Draghi a poter dare una soluzione per il futuro dell’Europa. E probabilmente non c’è proprio nessuno che possa farlo.

I giovani? Sono sempre dalla parte dei giovani. Ma in questa Europa gerontocratica, i giovani europei è già tanto se riescono a sopravvivere. Lavorano per pagare le pensioni, e sperano di poter sbarcare il lunario. Dai su, siamo realisti.

E quindi?

Nulla, seguendo il consiglio di Draghi cerco anche io di essere pragmatico, senza lasciarmi andare al pessimismo cosmico.

Mi ritrovo ad apprezzare le parole di Giuseppe Cruciani. Un buffone. Sono molto contento che la sua trasmissione La Zanzara esista, perché è l’indice che viviamo in un Paese libero. Quando vivevo in Turchia, ogni tanto ascoltavo il podcast de La Zanzara. Spesso pensavo a che fine avrebbe fatto un uomo libero come Cruciani se fosse vissuto a Istanbul anzichè a Milano. Credo che sarebbe morto in carcere da tempo. Un vero dissacratore del potere.

È proprio come dice Cruciani nell’intervento al Congresso di Liberisti Italiani (video in fondo). Sia sulla necessità del “Partito della Motosega“, un autentico partito liberista, sia sull’analisi della situazione politica italiana ed europea.

Se i nostri leader non hanno visione, allora chiedo solo una cosa: tagliate il tagliabile. Diamo spazio al mercato e all’iniziativa privata. Basta con lo statalismo dilagante. E basta anche con l’Europa Dirigista in stile Sovietico.

Insomma, rispetto Draghi, moltissimo. Ma alla fine, ha ragione quel giullare di Cruciani.

Note for self: “You either die a hero or live long enough to see yourself become like that fucking clown Cruciani.”

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