(Parte Prima) Trumpismo: mentalità zero-sum game

Il 20 gennaio 2025 Trump ha prestato giuramento come 47 esimo presidente degli Stati Uniti. Non sono passate nemmeno otto settimane e la seconda presidenza Trump sembra già essere durata alcuni anni. La sua imprevedibilità ha raggiunto livelli così elevati, che nemmeno i più pessimisti detrattori avrebbero potuto immaginarsi i danni che questo folle omuncolo sta generando per la reputazione degli USA, per la propria economia, e francamente per il futuro della democrazia americana.

Evito di commentare gli aspetti legati alle guerre. Ho sempre evitato di farlo, e mi riprometto di continuare nella stessa maniera. Di certo, la scena surreale dell’incontro di Trump e Vance vs Zelenskyy nel Oval Office è sembrata più la Royal Rumble della WWE, piuttosto che un incontro ufficiale tra capi di stato. Non a caso, l’incontro è terminato con Trump che commentava in modo assolutamente fuori luogo ‘This is going to be great television!‘. Tutto dopo aver detto più e più volte a Zelenskyy ‘You don’t have the cards’, a cui Zelenskyy ha giustamente risposto, seppur con il suo inglese zoppicante, ‘I am not playing cards!‘.

Un suggerimento per Zelenskyy, in vista del prossimo incontro con Trump. Fossi in lui accetterei di incontrare Trump e Vance solo se l’incontro si potrà svolgere ad armi pari. La prossima volta che sia un match due contro due, e che anche Zelenskyy possa avere un proprio compagno di confronto. A quel punto insisterei affinchè questa persona sia veramente rappresentativa dello spirito combattivo del suo paese e mi porterei nella delegazione il sindaco di Kyiv. Il caso vuole che il politico in questione sia Vitali Klitschko, un ex pugile considerato tra i più forti pesi massimi di tutti i tempi. Non vedo l’ora di vedere Trump e Vance fare i bulletti con Vitali seduto a fianco a loro…

Qui sotto una foto di Vitali Klitschko oggi, mentre “gioca a carte” con i (missili) russi:

Qui sotto una foto di un incontro tra Trump e Vitali del 8 settembre 2012:

Abbiamo tutti capito che gli USA di Trump non hanno alcuna intenzione di difendere l’Ucraina. Sono amaramente schierati dalla parte di Putin, che viene trattato come amico, nonchè inatteso alleato, probabilmente in ottica anti-cinese.

Tralasciamo il tema dell’invasione Russa dell’Ucraina e parliamo delle tematiche economiche. In una serie di manovre che vanno dal grottesco al kafkiano, Trump è riuscito in tempi record a ingaggiare una guerra commerciale con i propri più stretti alleati. Cosi, abbiamo assistito all’imposizione di dazi su Messico, e sopratutto Canada. Il Messico ha risposto con i propri dazi ritorsivi, come è normale che accada. Anche la risposta del premier canadese Trudeau non si è fatta attendere. Consiglio a tutti di vedere la sua conferenza stampa. Un estratto: “It’s not in my habit to agree with the Wall Street Journal. But Donald, they point out that even though you are a very smart guy this is a very dumb thing to do. We two friends fighting is exactly what our opponents around the world want to see.”

Trump ha imposto anche dazi sulla Cina, il proprio nemico giurato. La risposta del portavoce del ministro degli esteri cinese non promette nulla di buono per il futuro: “If war is what the US wants, either a tariff war, a trade war, or any other type of war, we are ready to fight till the end“.

I dazi sull’Europa sono in arrivo. Chiaramente, l’Europa risponderà con dei dazi verso i prodotti americani. I sentimenti anti-americani, sopiti ma presenti in tutti i paesi europei, avranno un impulso senza precedenti nel prossimo immediato futuro.

Gli effetti sull’economia americana saranno disastrosi. L’inflazione sta già aumentando, ed è destinata ad esplodere. A pagare il prezzo saranno sopratutto le fasce più deboli della società americana, che è già fortemente ineguale in termini di distribuzione della ricchezza. L’aspetto ironico è che a pagare sarà sopratutto la base elettorale di Trump, che include le fasce più ignoranti e povere della popolazione, in particolare negli Stati rurali dell’America profonda.

Con ogni probabilità gli effetti della guerra commerciale di Trump si sentiranno anche in tutta Europa. Per noi europei, può essere un’inedita occasione per capire che non possiamo più contare sugli USA. Si tratta di una svolta storica. Dobbiamo creare un nostro esercito, dobbiamo tornare a investire per la creazione di un futuro tecnologico Made in Europe, dobbiamo tornare a crescere da un punto di vista economico. Ne va dell’esistenza stessa dell’Europa, ultimo baluardo nel mondo per i valori democratici e dello stato di diritto. Saranno gli europei pronti a questa sfida epocale?

Prima di concludere, una considerazione sulla povertà di contenuti dei media tradizionali, che come sempre fanno di tutta l’erba un fascio. Ora Trump viene paragonato a qualsiasi altro ‘politico di destra’, qualsiasi cosa le parole ‘destra’ o ‘sinistra’ vogliano ormai significare. Mi viene in mente di un articolo del dicembre 2023 nel quale parlavo di Milei e della sua visione politica liberista, e di come fosse in netto contrasto con le idee protezionistiche di Trump. Qui l’articolo:

Mi rendo conto che questo pezzo sta diventando troppo lungo, e che non sono nemmeno riuscito a iniziare a parlare del tema che volevo trattare, cioè la mentalità “zero-sum game”. A questo punto, continuerò l’articolo un altro giorno, concludendo qui la “Parte Prima” di questa riflessione. Sperando che nei prossimi giorni Trump eviti di fare ulteriori malefatte.

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