Quasi quattro anni fa scrivevo un articolo sulla gestione delle fake news.
👉 Il costo della menzogna
Frustrato dal periodo pandemico, ipotizzavo la necessità di implementare un sistema per contrastare la diffusione delle menzogne. Tra le idee proposte c’era un “bollino di competenza” per argomenti cruciali per il benessere collettivo e, soprattutto, un sistema punitivo per chi diffondeva consapevolmente balle sui social media. Perfino un sistema di “patente a punti.”
Ora, a distanza di tempo, devo ammettere che avevo assolutamente torto.
All’epoca dicevo che l’alternativa era non fare assolutamente nulla. Come spesso accade, sarebbe stato meglio se i governi non avessero fatto nulla.
Purtroppo, per una volta, il mio desiderio è stato ascoltato — ma nella sua peggiore versione possibile, soprattutto negli USA. Non sapevo di poter vantare Joe Biden tra i miei lettori (un saluto, zio Joe!), ma a quanto pare mi segue da anni. Negli Stati Uniti è stata infatti implementata una sistematica censura dei contenuti digitali.
Ripensandoci, avrei dovuto immaginare come sarebbe andata. Quando dai al governo il potere di intervenire, l’intervento finisce sempre per andare oltre quanto inizialmente prospettato. Gli dai una mano, si prendono il braccio.
Quello che nel 2021 avrebbe dovuto essere un sistema per impedire alle persone di dire balle online si è trasformato in tutt’altro: una macchina per bloccare l’esposizione di fatti che risultavano scomodi per il racconto ufficiale dei media di governo.
Durante l’amministrazione di zio Joe, tutto ciò sembrava solo una teoria complottista. Purtroppo, però, si è rivelata vera. Tanto che Mark Zuckerberg ha candidamente ammesso, con dovizia di particolari, di essere stato forzato a cancellare dalle piattaforme Meta notizie vere, ma non gradite al governo americano. L’intervista completa alla Joe Rogan Experience, davvero interessante, è disponibile qui:
Una riflessione finale
Mark Zuckerberg è indubbiamente un ragazzo di un’intelligenza superiore, con un’ambizione sconfinata. Non si diventa uno degli uomini più potenti e ricchi al mondo senza queste qualità. Ma trovo repellente la sua capacità di saltare sul carro dei vincitori (Trump & company), rinnegando tutto ciò che aveva dichiarato negli anni dell’amministrazione Biden.
Ma se sei così ricco e potente e non puoi permetterti di essere libero, a che serve tutto quel denaro e potere? Non ti invidio, caro Mark.
Impara da Peter Thiel, il primo investitore che ha creduto nella tua Facebook. Lui sì che usa soldi e potere per dire e fare quello che vuole.