Sono settimane importanti per il futuro del mondo. Per le nostre vite che alla fine dei conti durano solamente qualche decina di anni, stiamo vivendo diversi eventi che potrebbero condizionare il nostro avvenire.
Innanzitutto, le guerre continuano ad espandersi. Al fronte Ucraino si e’ aggiunto da oltre un anno il fronte del Medio Oriente, dove il conflitto rischia di degenerare da guerra regionale a guerra mondiale. E il fronte Taiwan rimane caldo.
Nel mentre, il 5 Novembre 2024 si terranno le elezioni americane. Lo spettacolo pietoso della politica americana e’ in linea con il declino culturale dell’intero occidente. Si sfidano un pazzo egocentrico, contro una persona di dubbie qualità professionali, umane e personali. Quel che e’ peggio e’ la radicalizzazione del dibattito anche negli Stati Uniti. I liberal stanno ormai demonizzando il concetto di merito, e rischiano di minare la formula stessa che ha permesso agli USA di imporsi come paese leader a livello globale (il famoso American Dream e’ ormai deriso dai democratici). I conservatori, invece, sono diventati i nuovi rivoluzionari, se solo si capisse cosa hanno intenzione di fare in caso di vittoria. Insomma, l’incertezza regna sovrana anche considerando il fatto che con ogni probabilità il risultato del voto verra’ contestato da chiunque perderà. Si rischia una impasse di settimane, se non mesi, con esiti imprevedibili. L’incertezza rischiera’ di colpire i mercati occidentali, e verra’ certamente sfruttata dall’asse delle dittature mondiali, che nel mentre paiono passo passo, anche se con fatica e mille contraddizioni, coalizzarsi.
Interessante e’ anche come oramai la comunicazione dei media sia totalmente cambiata. I media tradizionali negli USA sono completamente squalificati. Il principale sostenitore di Trump e’ l’istrionico e volubile Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo che tra le varie cose e’ il padrone assoluto di Twitter (oggi X). Nel contempo, l’intervista più interessante a Trump, ad esempio, e’ stata senza dubbio quella di ieri all’interno del podcast di Joe Rogan (il podcaster più famoso al mondo; un personaggio divisivo, difficilmente controllabile, e con un seguito determinante in Nord America).
In tutto questo, trovo quasi divertente assistere alla situazione in Italia. Cioè, il nostro paese morente e’ diventato cosi autoreferenziale e immobile, da non accorgersi di quello che gli succede attorno. Gli italiani sono dei vecchi rimbambiti oramai incapaci di comprendere la realtà. Confrontati con i dati, spalancano la bocca e si rifugiano nella negazione dell’evidenza. Cosi, mi e’ toccato vedere come la reazione del nostro Paese ai numeri schiaccianti relativi agli stipendi reali dei paesi europei negli ultimi +30 anni abbiano generato reazioni scomposte. In sostanza, molti vecchi hanno sfidato i reumatismi e si sono alzati dalla loro poltrona per sbraitare contro l’evidenza empirica, per altro non sorprendente, che dimostra come l’Italia sia l’unico paese in Europa i cui stipendi siano scesi dal 1990 al 2022. Le ragioni del disastro sono arcinote agli economisti, e ne abbiamo parlato diverse volte in questo blog.
Ecco qui i dati (fonte OECD, chiamata in italiano OCSE)


La cosa che ho trovato spassosa non e’ chiaramente la tragedia della morte del Bel Paese, a cui a questo punto tutti si sono rassegnati. Credevo di arrabbiarmi a vedere il declino culturale di chi a fronte di analisi statistiche, portate avanti con metodo scientifico, contrappone la propria esperienza quotidiana o quello che il cugino barista sotto casa gli racconta. Purtroppo però, fa a pieno parte della cultura dell’italiano medio, anche dell’italiano nelle posizioni di potere. Spesso infatti (non sempre!), in Italia non sono i migliori a comandare, ma chi per rendita di posizione, per ragioni clientelari, e per diritti ereditari, ha ricevuto in dono soldi e potere. Bene, ho scoperto che la mia reazione di fronte alla stupidita’ degli italiani e’ ormai quella della risata nervosa, che mischia genuino divertimento a profonda amarezza data dalla constatazione del fatto che siamo ufficialmente fottuti.
Ad esempio, Il post che copio qui sotto e’ tratto da Linkedin ed e’ di un CEO di una nota PMI italiana. O cambiamo chi prende le decisioni in questo paese, o tra vent’anni saremo ancora qui a lamentarci perche’ i numeri dicono che l’Italia e’ sempre piu’ povera. E quindi ripeteremo frasi del tipo: “Ora, io non sono un’economista, ma non credo sia necessario scomodare uno scienziato per capire che il dato è hashtag#inattendibile. C’è una narrazione che vuole svalutare la nostra Nazione e hashtag#ioNonCiSto.”
La congiura dei numeri contro la povera Italia.
