Il presente articolo e’ ispirato dal podcast “Morning” di Francesco Costa, e riguarda il calo demografico dell’Italia.
Gli Italiani nel 2070 saranno meno di 40 milioni, secondo alcune proiezioni Istat. Parliamo di un calo di oltre un terzo dal picco che aveva visto l’Italia superare i 60 milioni pochi anni fa.
La composizione della popolazione stessa e’ gia’ molto cambiata negli ultimi decenni, e continuera’ a mutare fortemente. Ci saranno sempre piu’ anziani e sempre meno giovani.
Gia’ ora, ogni anno ci sono circa 100 mila studenti in meno ad iscriversi alla scuola.
Meno giovani significa che mancano professionisti in tutti gli ambiti, e sempre meno ne avremo. Per esempio, dagli infermieri, ai dottori, a ogni altra professione sanitaria, il calo e’ evidente. In aggiunta, con l’invecchiamento della popolazione la spesa sanitaria e’ destinata a salire alle stelle.
Nel mentre, vi saranno sempre meno persone che pagano tasse. E sempre piu’ pensionati.
Il minimo storico di natalita’ si e’ raggiunto dopo la pandemia, con un calo repentino superiore al 30% di nuovi nati rispetto al periodo pre pandemico. La regione migliore e’ il Trentino, dove il calo e’ “solamente” del 15%.
Per trovare soluzioni, la grande stampa italiana chiede agli esperti. Per esempio, il Sole 24 Ore ha sul punto intervistato il Presidente della CEI, il Cardinale Matteo Maria Zuppi. Dopo tutto, la chiesta ha sempre dimostrato di avere a cuore i bambini.
Le soluzioni invece ci sono. Personalmente, vedo chiaramente due possibilita’.
La prima e’ di tagliare la spesa pubblica. Tagliare le pensioni, senza aspettare un minuto di piu’. Investire nel futuro, investire nei giovani. Lasciare al mercato la possibilita’ di creare ricchezza e valore aggiunto. Attirare investimenti stranieri. Creare speranza e progresso per un’Italia viva e ottimista. Credere nei valore occidentali di liberta’, di merito, di giustizia. L’Italia ha tutto per farcela con i propri mezzi.
Ma oggi non sono qui per difendere il modello liberista. Tanto siamo pochissimi in Italia ad aver studiato economia e a credere nella scienza.
Sono qui per presentare l’unica vera alternativa al modello liberista. La mentalita’ degli italiani e’ assistenzialista, inquinata dal collettivismo e dal cancro del socialismo. Da destra a sinistra la visione del mondo e’ la stessa. La mentalita’ dominante e’ che sia lo Stato a dover risolvere i problemi. Ma niente paura, resta appunto una seconda opzione, che descrivero’ al termine dell’articolo, dopo aver elencato alcuni dati oggettivi. Senza guardare in faccia alla realta’, infatti, il problema non verra’ mai risolto.
In Italia la scuola dell’infanzia comincia a 3 anni. Il congedo di paternita’ obbligatorio dura 10 giorni. Quello di maternita’ dura 5 mesi. 36 meno 5 fa 31, circa 930 giorni. Come fa un genitore in questi 930 giorni ad andare a lavoro?
I costi sanitari sono elevati, visto che la sanita’ pubblica non funziona. Tasse elevate, burocrazia invadente, servizi che non funzionano. Forse la soluzione e’ proprio quello che vogliono molti italiani: piu’ burocrazia, piu’ tasse, piu’ Stato.
Attualmente, in Italia il costo medio mensile per figlio e’ di circa 650 Euro (fonte Bankitalia). In questo paese dove non si vuole crescita economica e progresso, i figli restano a carico dei genitori ben oltre i 20 anni di eta’. La stima e’ di un costo per figlio di almeno 200 mila Euro.
L’asilo nido comunale e’ quasi impossibile da trovare. Come tutto il settore pubblico in Italia, e’ soltanto una fonte di corruzione e sprechi. Privatamente, seppur difficile rinvenire posto, parliamo di almeno ulteriori 600 euro mensili. Stesso costo per una babysitter, ovviamente in nero.
Senza parlare del calendario scolastico (3 mesi di vacanze estive…”Vacanze da cosa?” come diceva il grande Sergio Marchionne), e degli orari della scuola, che sono totalmente incompatibili con chi deve lavorare. Perche’ l’Italia e’ il paese ideale per i parassiti, non certo il posto giusto per chi ha voglia di fare.
La dimensione economica e quella demografica vanno sempre di pari passo, che che ne dicano gli ignoranti che sostengono che i giovani d’oggi non vogliano fare sacrifici. La societa’ italiana degli anni 60, quando il Boom economico e demografico avvenne, era comuque molto differente.
Le donne non lavoravano negli anni 60. Con uno stipendio da operaio si manteneva un’intera famiglia. “Una societa’ basata sulla oppressione sistematica di qualsiasi desiderio e qualsiasi realizzazione personale delle donne” come la descrive Francesco Costa nel podcast “Morning”.
Il modello politico e organizzativo della macchina pubblica italiana e’ ancora fermo a quei fantastici anni 60. Ma qual tipo di societa’ e’ morta, non esiste proprio piu’.
Ancora una volta, dobbiamo essere realisti. Chi in Italia puo’ permettersi di fare figli? La risposta la sappiamo tutti, anche se molti hanno paura a dirla. Chi puo’ fare figli in Italia e’ la stessa generazione che ha depredato il paese. La generazione che ha fatto esplodere il debito pubblico. La generazione che ha evaso le tasse, e che ha nel contempo costruito un apparato burocratico diabolico. La generazione che gode di pensioni altissime, rispetto agli stipendi italiani, che vengono interamente pagate dalle tasse degli attuali lavoratori (i quali invece non hanno alcuna speranza di ricevere una pensione degna, sempre che mai la riceveranno).
Chi in Italia puo’ pagare 640 euro al mese per figlio, avendo il tempo di crescere i propri figli? Chi non lavora, ovviamente. A quel punto, poco importa che non ci sia posto negli asili. Se non si lavora, non servono permessi a lavoro, e non serve alcun congedo di maternita’ o paterninita’.
La soluzione e’ quindi una: i pensionati italiani devono fare figli. Dobbiamo fare delle campagne per diffondere la consapevolezza attorno a questa grande idea. E’ un’idea che avrebbe grande sostegno popolare, anche perche’ si basa su un ulteriore aumento della spesa pubblica. Utilizzando fondi statali iniziamo mandando ai nostri anziani un messaggio su tutte le televisioni nazionali. Bombardiamoli con un chiaro segnale: “Abbiamo bisogno di voi, fate figli!”.
Non bastera’. La generazione dei pensionati italiani e’ composta per la stragrande maggioranza da egoisti, ignoranti e individualisti. Sono i classici “gay con il culo degli altri” che non muoveranno un dito senza un incentivo economico. Dobbiamo sforzarci di creare un bonus bebe’ per gli anziani. In effetti, anche se non avranno bisogno dell’asilo nido, il cibo e i pannolini per i propri figli sono un costo che i nostri poveri pensionati dovranno supportare con il proprio portafoglio. E i soldi che la collettivita’ versa loro regolarmente ogni mese non bastano mai. Propongo percio’ un bonus bebe’ di 50 mila Euro, esentasse, versato immediatamente a tutti i pensionati italiani. Questi 50k dovrebbero motivare i nostri vecchi, se vogliono davvero bene al Paese.
Cosi facendo, risolveremo il problema del declino demografico del Paese. Crediamoci tutti assieme!
PS: l’immagine sotto non arriva da una testata giornalistica satirica, ma e’ un articolo storico reale su uno dei tanti effetti del Decreto Rumor del 1973
