Ricordiamoci chi siamo

Siamo agli albori della Terza Guerra Mondiale. Come purtroppo anticipato anche nel presente blog, sembra inevitabile l’allargamento costante del conflitto bellico. Manca ormai solamente l’ufficiale dichiarazione di guerra da parte di una delle due parti.

Non voglio entrare nel merito dei vari fronti dove la guerra sta imperversando. 

Ucraina, Palestina e Yemen sono i principali teatri di guerra, e altri sembrano pronti ad aprirsi nei prossimi mesi e anni.

Sarebbe troppo lungo analizzarli, e non credo nemmeno di avere le competenze necessarie a farlo. Dopo tutto, sono un economista mediocre e un modesto imprenditore, non certo un esperto di politica internazionale.

Quel che pare evidente è che la situazione è quella che è. “It’s what it is” e’ anche una delle mie espressioni preferite in inglese. E quindi?

E quindi assieme al senso di impotenza per non poter condizionare gli eventi, la situazione mi fa riflettere su chi siamo e cosa ci abbia portato ad essere quello che siamo.

Chi siamo è la prima domanda. Diverse persone risponderebbero in maniera totalmente diversa a questo quesito. Alla domanda “chi siamo”, nel 2024, risponderei che siamo il mondo occidentale. Siamo alleati degli Stati Uniti d’America e degli UK. Siamo parte dell’Unione Europea. Siamo anche cittadini di una nazione in declino chiamata Italia, profondamente inserita in un contesto di alleanze internazionali ben definito.

Dopo aver vissuto in Turchia ho visto le conseguenze di sviluppare un’allergia al modello occidentale. Perchè di certo il nostro modello non è l’unico possibile. Vi sono delle alternative. La Turchia, ad esempio, partiva da un chiaro allineamento ai valori occidentali grazie al grande Kemal Atatürk (un giorno scriverò un articolo su questo immenso uomo…nel frattempo ti consiglio la lettura di “Ataturk: The Rebirth of a Nation” di Patrick Kinross, pubblicato nel 1964). 

Con l’avvento di una persona innominabile sono bastati venti anni per distruggere culturalmente ed economicamente l’intero Paese. Sono stato personalmente testimone del declino degli ultimi 11 anni, dove l’ex democrazia allineata con l’occidente si é trasformata nel mostro dittatoriale di oggi, con una conseguente degenerazione che ha incancrenito l’intera società. 

Cosa ha portato noi occidentali ad essere quello che siamo?

Certamente è una domanda complessa, la cui risposta dovrebbe abbracciare diversi aspetti. 

Come spesso faccio, mi voglio concentrare sugli aspetti filosofico-economici, che sono quelli che meglio comprendo, e che più hanno un impatto sulla vita delle persone.

Javier Milei lo ha appena ricordato a Davos.

Con grande coraggio, ha sottolineato che quello che ha portato al progresso l’occidente sono i valori della libertà ed il modello economico capitalistico. Questi stessi principi oggi si trovano in grande pericolo. La minaccia del socialismo, dello statalismo, della deprivazione economica, è purtroppo ancora presente. 

Se non agiamo, saremo destinati al declino, seguendo le orme della triste storia argentina. 

E una volta finiti nel baratro di un modello economico collettivista, uscirne è difficilissimo e doloroso (un grande in bocca al lupo a Milei per l’opera ciclopica che lo attende in Argentina). 

C’e’ chi difende il concetto socialista perchè è mosso da buone intenzioni, e c’è chi lo fa in maniera opportunistica, perchè approfitta parassiticamente dei vantaggi di vivere sulle spalle della comunità.

Non importa quali siano i motivi, quel che conta sono i fatti storici e le evidenze scientifiche: il valore della libertà e il modello capitalistico funzionano. Se li abbandoniamo, virando verso un modello collettivista e oppressivo, saremo destinati all’impoverimento.

Per sentire il discorso di Milei, puoi cliccare il link sotto.

Si tratta di una impressionante traduzione tramite AI, secondo la quale pare che Milei abbia parlato in inglese. Il suo discorso e’ stato invece in spagnolo. La tecnologia utilizzata si chiama HeyGen. Di certo non e’ un sistema socialista, o un sistema di fondamentalismo religioso, o un qualsiasi altro sistema repressivo, che sta permettendo questi enormi passi in avanti nelle tecnologie AI.

Ricordiamoci chi siamo e ciò per cui lottiamo.

Viva la libertad, carajo!

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