Javier Milei e le balle dei media

Javier Milei e’ dipinto dai nostri media incompetenti e corrotti come un politico di estrema destra. Spesso viene paragonato a Donald Trump, Jair Bolsonaro o Viktor Orban.

Milei considera i comunisti, socialisti e gli statalisti di ogni genere i propri veri nemici, come ha ben spiegato in questa intervista al The Economist: https://www.economist.com/news/2023/09/07/an-interview-with-javier-milei. In questo senso, a volte egli stesso sospende il giudizio rispetto a certi personaggi discutibili (come appunto Trump, Bolsonaro e Orban) proprio menzionando il fatto che lotterebbero contro una visione socialista del mondo. Sono proprio le dichiarazioni in cui Milei evita di condannare le disastrose politiche illiberali di tali personaggi a essere poi strumentalizzate da giornalisti ignoranti oppure in male fede.

Nei fatti Milei non ha nulla in comune con tali figure, e su tutte le principali questioni politiche si ritrova in realta’ agli antipodi.

Milei e’ un liberista. Potremmo anche definirlo un ultra liberista. Lui stesso si definisce addirittura un libertario, poiche’ il suo obiettivo e’ di ridurre al minimo le funzioni dello stato.

Sopratutto, Milei e’ un anti populista. E’ una persona che ha solamente descritto la cruda realta’ economica argentina, e facendo cio’ si e’ creato molti nemici. Ha poi incredibilmente vinto le elezioni, senza fare promesse mirabolanti. Tale vittoria e’ stata possibile proprio perche’ gli argentini sono stanchi di farsi raccontare menzogne dai peronisti, che hanno fallito per oltre 70 anni.

“No hay plata” ha detto Milei nel discorso di insediamento…come puo’ essere un approccio di questo tipo descritto come “populista” dai nostri media? A dire il vero, e’ un approccio realista che ricorda molto di piu’ quello di un Mario Monti, rispetto a quello di un Donald Trump.

Nello specifico, ci tenevo a sottolineare alcune differenze evidenti tra Trump, in particolare, e Milei. Dopo di che, le persone saranno sempre libere di negare l’evidenza, e di definire Milei come “trumpiano” o “populista” o di estrema destra.

Commercio Internazionale

Milei crede fermamente nel libero mercato. Crede che i privati siano liberi di commercializzare con altri privati, ovunque nel mondo. E che tramite queste relazioni commerciali, la mano invisibile del mercato creera’ un equilibro efficiente, con una migliore allocazione delle risorse e una maggiore soddisfazione degli operatori di mercato. Nulla di nuovo sotto il sole, dato che la Teoria Economica ha dimostrati tali assunti fin dai tempi di Adam Smith (The Wealth of Nations, 1776) e successivamente David Ricardo e John Stuart Mill.

Trump, invece, e’ un convinto protezionista. Durante il suo governo, ha fatto uscire gli USA dalla Trans-Pacific Partnership (TPP) e imposto pesanti tariffe. Il risultato e’ stato fallimentare, ma nonostante questo Trump probabilmente correra’ nella campagne elettorale promettendo un aumento dei dazi al 10% (triplicando quelli attuali, che erano stati alzati dallo stesso Trump, e negli USA sono ora in media al 3%). Per chi vuole, qui il The Economist sugli effetti negativi delle politiche trumpiane, e sulle nuove pericolose promesse elettorali: https://www.economist.com/finance-and-economics/2023/10/31/donald-trumps-second-term-would-be-a-protectionist-nightmare

Il ruolo della Banca Centrale

Trump non ha fatto mistero di tentare in ogni modo di influenzare le politiche della banca centrale. Per anni, ha provato a convincere la Fed ad abbassare i tassi di interessi, lamentandosi con Powell che i tassi fossero troppo elevati. Parliamo di tassi che erano al 2 o 2.5% con l’economia in crescita economica. Poi ci stupiamo che, avendo poi la Fed ceduto alle richieste di Trump, si sia scatenata una ondata inflattiva globale.

All’inverso, Milei crede nell’assoluta indipendenza della banca centrale. Considera ogni intervento politico verso la banca centrale come un modo dei politici di utilizzare risorse pubbliche in maniera sporca per fare i propri interessi. Considerata la situazione argentina, dove la banca centrale e’ stata una delle principali cause del disastro economico argentino e della continua iperinflazione che perversa nel paese, Milei vorrebbe addirittura cancellare la banca centrale. Ha piu’ volte parlato anche della possibilita’ di dollarizzare l’economia argentina, per togliere alla classe dirigente corrotta argentina il potere di tassare il popolo tramite l’inflazione, raggirando il popolo stesso con politiche populiste.

Spesa Pubblica

Trump non ha molto di liberista nemmeno nella gestione della spesa pubblica. Durante la propria amministrazione, Donald ha utilizzato le risorse pubbliche senza ritegno, tanto da essere tra i presidenti della storia americana ad aver aumentato maggiormente il debito pubblico americano (Lincoln ad esempio ha aumento in termini relativi il debito piu’ di Trump, ma aveva una guerra civile da combattere, la quale giustificava l’aumento di spesa pubblica).

Milei e’ l’esatto opposto. Per dirla con parole sue: “No se negocia el equilibrio fiscal, no está bajo discusión. Ministro que gasta de más, lo echo. El 2024 va a terminar con equilibrio fiscal”. Ancora una volta, mi sembra di sentire un Mario Draghi, piu’ che un Orban o un Bolsonaro.

Immigrazione

Trump e’ apertamente razzista e ha da sempre utilizzato il tema dell’immigrazione come modo per aumentare il proprio consenso, sopratutto all’interno delle fasce della popolazione americana piu’ ignoranti. Trump, come tutti populisti (in Italia si veda Salvini) non distingue tra immigrazione regolare o irregolare, e qualsiasi immigrato e’ considerato un potenziale problema per gli USA.

Al contrario, Milei ha piu’ volte dichiarato come l’Argentina fosse stata fatta grande dagli immigrati. Prima che gli statalisti prendessero il potere e dilaniassero il paese, l’argentina era una delle piu’ ricche nazioni al mondo. Si era azionato un circolo virtuoso di immigrati che andavano in Argentina a lavorare, proprio perche’ la nazione era benestante, e al contempo portavano ulteriore spinta alla crescita economica. Milei, da vero liberista, contesta la presenza del welfare state, dicendo che l’opposizione dei popoli all’immigrazione nasce dal fenomeno del free riding (accolgo stranieri che approfittano del welfare state senza pagarne le tasse). Sul punto Milei e’ molto duro, e dice le cose meno di destra che esistano, del tipo: “The state is a criminal organisation that lives off a coercive source of income called taxes. In reality it is a large scale criminal organisation. Worse than the common thief.” Difficile avere una persona di estrema destra che odia lo Stato, non credete? Direi che siamo distanti anni luce dall’idea di fascismo, che invece vuole l’assoluta preminenza dello Stato rispetto ai liberi cittadini!

Politica Estera

Anche sul tema della politica estera, avete capito, Milei non ha nulla di estrema destra. Ma proprio nulla. Al punto che ha sempre dichiarato che da Presidente si sarebbe rifiutato di collaborare con qualsiasi regime illiberale – da Cuba, alla Russia, passando per la Corea del Nord, Venezuela, Iran e ogni altro regime che opprime la liberta’ dei propri cittadini.

Al contrario, Trump non ha mai nascosto le proprie simpatie per Putin, per Kim Jong Un, e ha piu’ volte mostrato il suo apprezzamento verso i regimi autoritari.

Quindi, Milei e’ un mito assoluto, senza macchie? Certo che no. Personalmente non condivido assolutamente la sua posizione sull’aborto, ad esempio. La giustificazione alle sue idee antiabortiste e’ comunque ai miei occhi piu’ accettabile di molte altre posizioni di apparenti moderati, che rispondono con la Bibbia in mano. Quando nell’intervista del The Economist gli fanno notare che potrebbe esserci una contraddizione tra le sue idee libertarie e l’idea di uno stato che non interviene nella sfera privata, la risposta ha un suo senso (anche se io non la condivido).

Ma quindi Milei rilancera’ l’Argentina? Sarebbe un sogno. Chiaramente, lo aspetta una sfida difficilissima. L’Argentina pare essere irriformabile. Se pero’ ci riuscisse, darebbe una vera speranza all’intero mondo occidentale, e all’Italia in particolare. Perche’ se continueremo a far crescere a dismisura lo Stato, accadra’ anche da noi quello che e’ avvenuto in Argentina. Milei potrebbe mostrare come invece esista un’altra via, quella della liberta’ e del tanto vituperato capitalismo.

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