La legge di bilancio 2024: finalmente qualcosa si muove

Probabilmente Meloni e Giorgetti avranno letto il post sul possibile default dell’Italia, e hanno agito di conseguenza. Incredibilmente, infatti, la legge di bilancio 2024 non e’ una tragedia. Forse (e dico forse) eviteremo il fallimento, almeno nel breve termine.

Non avrei mai pensato che questo governo di ex fascisti potesse iniziare un cammino che possa almeno dare la speranza che il Paese vada nella giusta direzione.

E’ invece pare proprio che stia accadendo.

E tutto questo, nella settimana in cui Javier Milei ha vinto le presidenziali in Argentina!

La vittoria di Milei e la legge di bilancio italiana mi hanno portato ad una riflessione.

L’Argentina ha appena vissuto delle elezioni storiche.

Non mi soffermo sulla campagna di disinformazione dei media italiani contro Milei, che ritengo semplicemente vergognosa. Ormai però per la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani e’ abituata a parlare superficialmente di cose che non conosce.

Ad ogni modo, con il paese in ginocchio, l’elettorato argentino e’ stato in grado di votare per un taglio della spesa pubblica e a favore di idee liberiste. Una cosa davvero impensabile per l’Argentina, dove storicamente il pensiero peronista ha dominato per oltre 70 anni il paese. Non a caso, quella che era una delle 10 nazioni più ricche del mondo, si ritrova ora nella disperazione. E’ l’effetto del pensiero assistenzialista e populista, che la fa da padrona anche nella nostra povera Italia. Del resto, gli argentini sono italiani che parlano spagnolo.

Sarebbe interessante analizzare i motivi che hanno portato Milei a vincere. Al contempo, potremmo discutere dell’arduo cammino che lo aspetta, con esiti assolutamente incerti. Ma questo non e’ il punto del post.

Il punto e’ che Milei ha vinto solamente perche’ l’Argentina e’ in fondo al baratro. Pensiamo un momento al fatto che gli argentini e gli italiani sono simili, e lo sono davvero. Ragioniamo in maniera similare, e abbiamo una scala di valori personali e sociali praticamente identica.

Ragionando in questo modo, credo di aver capito che non ci potrà mai essere una vera riforma in Italia. Certo, un default potrebbe portare le persone ad un livello di disperazione tale da abbracciare il cambiamento. Non e’ però detto: l’Argentina e’ andata in default 8 volte dall’inizio del peronismo!

Quindi?

Quindi dobbiamo accontentarci ed essere realisti. La legge di bilancio 2024 e’ sorprendentemente positiva.

Porto alcune motivazioni per giustificare il mio punto di vista.

Innanzitutto, sia i sindacati che Confindustria si sono lamentati. Ottimo segnale. In un paese corrotto, dove lo Stato e’ Babbo Natale che ti deve portare i doni, gli irresponsabili si lamentano sempre di non averne ricevuti abbastanza. Mentre per i sindacati stendo un velo pietoso (cosa possiamo dire a Landini, che ragiona ancora in Lire…), il mio disgusto e’ rivolto a Carlo Bonomi di Confindustria, che ha perso l’ennesima ottima occasione per tacere.

In secondo luogo, in un paese irriformabile il primo passo e’ proprio quello che sta facendo il governo. Tagli alla spesa e privatizzazioni. Certo, servirebbero tagli molto maggiori, e molte più privatizzazioni. Certamente, servirebbe anche delle riforme profonde, di cui spesso ho scritto in questo blog.

Ma ragioniamoci, siamo in grado di fare riforme? La mia risposta e’ che no, non siamo assolutamente in grado. Inutili anche le riforme imposte da vari governi tecnici, perche’ nel momento in cui gli apparati dello Stato si oppongono a tali riforme, e i cittadini non le supportano, esse sono destinate al fallimento. Facile scrivere una riforma, molto più difficile realizzarla. Il paese non vuole cambiare, gli italiani non vogliono cambiare. Cosi come gli argentini (fino al voto di pochi giorni fa!).

In terzo luogo, dobbiamo tutti essere contenti di avere finalmente una proposta politica alternativa al populismo e all’assistenzialismo. Negli ultimi 30 anni, destra e sinistra sono stati sostanzialmente uguali. Entrambi hanno di fatto proposto (nei fatti dico, non a parole durante le varie campagne elettorali) le stesse politiche fallimentari. Anche per i tanti italiani a favore di uno Stato onnipresente e bulimico, il fatto che ci sia una alternativa dovrebbe essere considerata una cosa positiva. La possibilita’ di scegliere tra approcci economici differenti e’ davvero il succo della democrazia.

Qualcuno potrebbe obiettare che i tagli e le privatizzazioni non siano dovuti alla visione di questo governo. La tradizione politica dei componenti di governo non e’ certo liberista. Purtroppo in Italia non esistono partiti liberisti, lo sappiamo. Qualcuno potrebbe aggiungere che tutto nasce dai vincoli europei e dalla volonta’ delle principali potenze in UE, imposta all’attuale governo italiano. Potrebbe anche essere vero, che cio’ che accade ora non sia frutto di un genuino interesse politico verso uno Stato piu’ limitato, e verso un maggiore ruolo del settore privato nell’economia. Per una volta pero’ mi prendo il risultato. Finalmente, in Italia il messaggio e’ quello giusto: non e’ lo Stato a creare la crescita, ma sono i Privati a farlo. Il futuro dell’Italia, in sostanza, non dipende da uno Stato padrone che deve darci delle soluzioni. Dipende da noi, privati cittadini.

Citando Milei: “La diferencia entre un genio y un loco es el éxito”.

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