Dopo aver trascorso la mia vita a lamentarmi dell’Italia, circa un anno e mezzo fa ho deciso di trasferirmi in Turchia. Grazie al mio lavoro internazionale svolto interamente da remoto, ho colto l’opportunità per migliorare il mio turco, stare vicino alla famiglia di mia moglie e prepararmi all’apertura di una nuova attività imprenditoriale nel paese.
Prima di fondare la mia azienda, ho atteso le elezioni, convinto che l’opposizione avrebbe trionfato dopo il disastro economico causato dal Presidente turco, al potere da oltre 20 anni. La vittoria dell’opposizione avrebbe dovuto segnare un nuovo inizio per il paese, con l’arrivo di capitali stranieri e una politica economica più razionale. La Turchia avrebbe dovuto riprendere la sua traiettoria di crescita e modernizzazione.
La giornata delle elezioni è stata una delle esperienze più spaventose della mia vita. Ho assistito impotente al modo in cui il leader “democratico” turco è riuscito a “vincere” le elezioni, nonostante la stragrande maggioranza dei turchi sostenesse l’opposizione. Per ora, eviterò di entrare nei dettagli di quanto accaduto, poiché rimarrò in Turchia fino a settembre. Posso solo dire di aver scoperto che la Turchia è una democrazia particolare, dove regole diverse sono in vigore. Si va a votare (l’87,04% degli aventi diritto ha partecipato al primo turno), i voti vengono controllati, ma non tutti vengono conteggiati. E alla fine, vince sempre la stessa persona.
Il risultato delle elezioni ha portato a una decisione: torneremo in Italia a settembre, che era l’ultima cosa che desideravo fare. Non avrebbe alcun senso restare in Turchia. La lira turca continuerà a svalutarsi, portando l’economia turca al fallimento. Per saperne di più, consiglio di leggere gli scritti del grande economista turco Daron Acemoglu.
Ancora non sappiamo per quanto tempo resisteremo in Italia prima di spostarci nuovamente altrove. Nel Regno Unito? In Olanda? In Svizzera? Prenderemo una decisione quando mia moglie otterrà finalmente la cittadinanza italiana. In ogni caso, non c’è fretta, considerando quanto sia lenta la procedura, come tutto il resto in Italia.
Questa volta, potrebbe essere diverso per un aspetto: oltre nove mesi fa ho deciso di smettere di seguire le notizie. Sono stato convinto da un libro che consiglio vivamente: “Stop reading the news” di Rolf Dobelli. Il libro non è particolarmente interessante, ripete lo stesso concetto dall’inizio alla fine: smetti di leggere le notizie perché è completamente inutile e dannoso per la tua salute mentale. Tuttavia, è stato un libro efficace, almeno per me, perché mi ha convinto a smettere di farmi del male. Spero che una volta tornato in Italia, riuscirò a sopportare la sofferenza psicologica evitando di saperne troppo rispetto a ciò che accade.
L’idea di dover tornare in Italia mi ha spinto a riaprire il blog. Questo spazio virtuale ha svolto un ruolo terapeutico, proteggendomi dalle nefandezze del Bel Paese. So che ne avrò bisogno per cercare di salvare quel poco di sanità mentale che mi è rimasta.
Recentemente, in Italia è morto Silvio Berlusconi. Nonostante il mio nuovo mantra “stop reading the news”, non sono riuscito a non venire a conoscenza della notizia e, soprattutto, del successivo “lutto nazionale” dichiarato nel nostro paese. Chi mi conosce sa quanto apprezzassi l’imprenditore Silvio Berlusconi, la sua innata capacità di leadership, la sua personalità, il suo coraggio e la sua creatività. Tuttavia, dubito che le sue vicende giudiziarie siano state approfondite in Italia dopo la sua morte: i suoi legami con la mafia, le sentenze passate in giudicato, la corruzione sistematica di cui si è reso protagonista.
La morte di Silvio mi ha fatto riflettere sul fatto che, nonostante l’Italia possa avere i suoi difetti, il sistema democratico del paese è riuscito ad evitare una deriva dittatoriale. Avendo assistito personalmente a ciò che è accaduto in Turchia, ho compreso che la democrazia non può mai essere data per scontata. Undici anni fa, vivevo in Turchia proprio quando il paese iniziò a declinare verso l’autoritarismo. Ora che ci vivo, ho visto come, passo dopo passo, ogni diritto democratico sia stato eliminato. Ciò che mi spaventa di più è vedere come le persone accettino la limitazione della propria libertà se il processo viene gestito in modo controllato e graduale.
Possa Silvio Berlusconi riposare in pace. L’uomo che non è riuscito a distruggere la democrazia italiana.