GRADO DI POLEMICA: 5/5
GRADO DI COSTRUTTIVITA’: 1/5
L’uomo è un animale sociale. In quanto tale, ha sempre amato discutere di tutto e di più. D’altra parte, la condivisione di idee e di punti di vista, più o meno sensati e più o meno sobri, ha sempre caratterizzato la vita di tutti i “Bar sport” che si rispettino.
Con la diffusione dei social network, assistiamo da qualche anno ad un aumento esponenziale delle discussioni sugli ambiti più disparati, con i contributi più improbabili.
Contestualmente, è in continua diminuzione la capacità di approfondimento e di concentrazione da parte dell’uomo moderno. Gli incessanti stimoli che riceviamo dalle notifiche più disparate rendono la nostra soglia di attenzione sempre più ridotta, trasformando l’individuo medio in un distratto cronico, incapace di analizzare a fondo qualsiasi argomento.
Nel contempo, la scarsità di attenzione è l’elemento che spinge qualsiasi creatore di contenuti che voglia farsi ascoltare (categoria nella quale non rientra il presente blog, scritto invece come sfogatoio necessario alla sanità mentale dell’autore) ad estremizzare il proprio messaggio. E’ ormai assodato tra i content manager di tutto il mondo quanto siano i contenuti estremi quelli maggiormente condivisi, commentati e che ricevono maggiori apprezzamenti (o, come si dice nel linguaggio dei social network, “like”).
Aggiungiamo poi un’attitudine comune alla stragrande maggioranza delle persone, noto dal 1999 con il nome di “Effetto Dunning-Kruger“. Si tratta della tendenza che vede le persone meno competenti su un determinato argomento come quelle più convinte di sapere tutto. Sono i più incompetenti quelli piene di certezze rispetto alle soluzioni da adottare ai problemi che di volta in volta si presentano. Allo stesso tempo, chi invece è veramente esperto in un determinato ambito ha la mente infestata dai dubbi, sapendo quanto sia complesso avere una risposta certa ad una qualsiasi problematica intricata.
Con l’aumento esponenziale della complessità del nostro mondo, aumentano i campi di difficile comprensione per l’uomo medio. Anzi, per quanto una persona possa studiare, troverà migliaia di argomenti che non riesce a comprendere a fondo, perchè troppo astrusi per essere conosciuti superficialmente. D’altra parte, perfino dedicando un’intera vita ad un determinato campo scientifico una persona non potrà mai raggiungere il sapere assoluto in tale ambito. Questo fa parte del concetto stesso di Scienza, in quanto processo incrementale che mira ad ampliare la conoscenza, con la consapevolezza che mai si arriverà a conoscere tutto.
Aggiungiamo poi che chi esprime la propria opinione online si sente deresponsabilizzato, al riparo da ogni possibile conseguenza. E’ il motivo per cui Facebook è presa da assalto da minus habentes che commentano in modo sgrammaticato argomenti complessi di cui sanno poco e di cui non hanno capito nulla. Gli stessi personaggi nel Bar Sport di paese sarebbero zittiti nel giro di pochi minuti e considerati, giustamente, come scemi del villaggio. Essi si vergognerebbero a parlare in un contesto sociale tradizionale. Ma, al riparo da ogni rischio, brandendo lo schermo del monitor come come uno scudo, osano attaccare tutto e tutti online, armati di tastiera.
Quanto descritto qui sopra è solo una parte degli elementi che hanno portato oggi, nel 2021, ad avere un letamaio digitale sempre più ricco di fetore e liquami di ogni genere.
Personalmente, una delle mie passioni masochistiche è proprio quella di seguire certe discussioni online nei social network. E’ per me uno spettacolo da un lato tragico, dall’altro divertente. Vedere i commenti a certe perle postate dalla pagina di Matteo Salvini, ad esempio, mi fa passare quarti d’ora di grande spasso. Ma la mia arena preferita è la pagina Youtube del TGLa7 con i relativi commenti e faide tra commentatori che si trascinano da mesi se non anni (lo scontro tra gli utenti e odiati rivali “Brunzu” – supportato da “A B” – e “Mlk” – supportato da “Porcu” – ha raggiunto da diverse settimane dei momenti epici e indimenticabili).
Al netto però di questa mia perversione verso gli scontri digital-verbali tra energumeni, spesso analfabeti funzionali, la situazione è tragica. Il livello delle diatribe digitali ha raggiunto un apice, a mio avviso, con le polemiche sui vaccini. Se le discussioni su Facebook tra hooligans che tifano squadre di pallone del nord e del sud probabilmente hanno un basso impatto sul futuro del Paese, la stessa cosa non si può dire per quelle diatribe che coinvolgono argomenti di interesse collettivo, come quello, appunto, dei vaccini.
Ora, andando al punto, la mia tesi è la seguente: dobbiamo limitare la libertà di espressione online. So che questa è una frase forte, che si presta alle critiche di chi teme una dittatura di carattere giudaico-massonico o altre simili amenità. Personalmente, tra l’altro, considero da sempre la libertà (di cui la libertà di espressione è un tassello fondamentale) il valore più importante in assoluto. Ma la libertà di espressione non deve essere libertà di dire menzogne. Mi spiego meglio. Grazie al rumore di fondo incessante che è stato ampliato dall’eccesso di notizie provenienti dai canali digitali è passato il messaggio che tutti possono dire tutto quello che vogliono. Tale tendenza, per altro, è spesso sfruttata proprio da personaggi squallidi e irresponsabili come i nostri politici maggiormente populisti, che fanno a gara a chi la spara più grossa. Ma non può essere così. Le persone dovrebbero essere libere di dire ciò che vogliono, salvo che quello che dicono non sia palesemente falso e rechi un danno alla collettività.
Come impedire alle persone di dire “balle”? Il problema non è solo italiano, chiaramente. L’Italiano medio, però, ama particolarmente la menzogna. A noi italiani dire balle piace profondamente, e fin da bambini. Ad ogni modo, la situazione oggi è simile in tutti i paesi occidentali. A mio avviso dovremmo ipotizzare un sistema di controllo digitale, che tenga conto delle competenze delle persone. Se una persona è un medico, ad esempio, tale evenienza deve essere segnalata online. Ci deve essere un bollino di “competenza” per ogni argomento cruciale per il benessere collettivo. Lo stesso discorso deve valere per argomenti quali l’economia e la finanza, o per l’educazione scolastica, o per la sicurezza, o per l’immigrazione. Chi legge un commento o un’opinione deve poter vedere a colpo d’occhio se una persona ha le competenze per esprimere o meno una valutazione qualificata. Un sistema a bollini, però, non sarà sufficiente. Bisogna anche prevedere un sistema a punti, che preveda il fatto che se un utente dice una menzogna essa possa essere valutata da una commissione apposita. Le menzogne su argomenti cruciali, avendo un costo per la collettività, dovrebbero essere multate e pagate dal menzognere. Ad esempio, se un utente dice una balla relativamente al tema “vaccini”, tale balla dovrebbe determinare la responsabilità al pagamento di una multa pecuniaria (es. 100 Euro?). E ci deve essere una “Patente a punti” che determina la libertà di espressione delle persone su determinati argomenti. Non solo paghi una multa economica per ogni balla su argomenti di interesse collettivo, segnalata e verificata, ma finiti i tuoi punti, non potrai più esprimerti pubblicamente su specifiche tematiche.
E’ troppo? Può essere, ma ora saremmo ancora in tempo per intervenire. E’ complesso da implementare? Certamente, sopratutto in Italia, dove abbiamo una infrastruttura pubblica incapace di gestire degnamente molte cose. Ma il solo fatto di instaurare un sistema come quello descritto avrebbe un effetto deterrente molto utile per ristabilire un clima di civiltà e di responsabilità nella “piazza digitale”, come quello che esisteva quando le discussioni avvenivano solo nelle piazze fisiche.
L’alternativa è non fare nulla, e rimanere spettatori impotenti del declino inesorabile del livello della nostra comunità digitale. Prima o poi, il problema ci sfuggirà di mano, e diventerà irrisolvibile, con conseguenze assolutamente imprevedibili per la nostra società nel suo insieme.
Una opinione su "Il costo della menzogna"